L’ambiente tra Treviso e Casier

La zona compresa tra Treviso e Casier (visualizza l’area), si caratterizza per la presenza da un lato del fiume Sile, in particolare il Sile Morto, antico corso originario fino agli anni 50′ con la realizzazione del taglio del Sile e della centrale idroelettrica, dall’altro di un’ampia zona agricola tra i due Comuni, con tratti di interesse paesaggistico, naturalistico e storico di rilievo.

L’area del Sile è internazionalmente conosciuta per la sua importanza ambientale, tanto che vi è stato istituito il Parco Regionale (www.parcosile.it). L’area di Villapendola è tra le più interessanti anche per le antiche sistemazioni agrarie che la caratterizzano. La zona agricola, quasi unica quanto ad estensione e caratteristiche in prossimità di Treviso, è un raro esempio di aree rurali ancora ben conservate, con sistemazioni agrarie tradizionali (anche tracce di vecchie piantate), siepi campestri con specie di pregio, edifici rurali di interesse storico, abitazioni signorili e parchi (Villa Candiani a S.Antonino).

La nostra storia

L’area compresa tra la zona sud di Treviso (S.Antonino) e Casier, nonostante le sue indubbie caratteristiche ambientali, è sempre stata considerata “marginale” e nel tempo vi hanno trovato posto numerose infrastrutture, a partire da una serie di discariche a riempire i “buchi” lasciati dagli scavi per ricavare argilla per la produzione di laterizi e ceramiche.  Sono poi stati realizzati:

la zona industriale nord di Casier;

la Tangenziale sud negli anni ’70;

il depuratore di Treviso.

Fino dagli anni ’80, il quartiere di S.Antonino si è mobilitato in modo più o meno organizzato per la salvaguardia e la valorizzazione dell’area, per esempio per contrastare il progetto di inceneritore di Treviso e di un grande centro commerciale, per favorire l’istituzione dell’area protetta del fiume Sile, per valorizzare le particolarità ambientali della zona (Villapendola e Sile morto).

In quest’area è da decenni prevista la realizzazione di un’arteria stradale che nel tempo ha mantenuto inalterato solo il nome: Terraglio est. Tale opera taglierebbe letteralmente in due tutta l’area compresa tra S.Antonino e Dosson di Casier.

Il progetto iniziale di Terraglio est risale al 1968 (!), e doveva collegare Mestre a Treviso in modo alternativo al Terraglio, e per questo prendeva il nome di Terraglio est. I progetti per questa strada sono rimasti nella pianificazione urbanistica che si è succeduta da allora, anche se non hanno mai trovato concreta realizzazione. In ogni caso il tracciato è sempre rimasto più o meno lo stesso, inserendosi nella zona industriale di Casier, via via ampliatosi nel tempo, e collegandosi con la Tangenziale sud all’altezza della rotatoria dell’ospedale di Treviso.

Nel PRG di Treviso del 2001 il tracciato venne riproposto con una serie di varianti in particolare proprio all’innesto nella Tangenziale sud.

In quella occasione, un gruppo di cittadini di S.Antonino e di Casier decise di organizzarsi in comitati per contrastare la realizzazione dell’opera, considerata molto impattante per l’intera zona, ed in particolare insostenibile per alcune aree residenziali di Dosson e per il quartiere di S.Antonino. Allora anche il Comune di Casier si opponeva alla nuova strada.

Nel 2006 si decise di formalizzare il comitato, che divenne una Onlus riconosciuta per legge, inizialmente con il nome di Salvaguardia ambiente Casier, ed iniziò una raccolta di fondi per sostenere le proprie attività e per contrastare, anche legalmente, la realizzazione del Terraglio est.

Nel frattempo, la realizzazione del Passante di Mestre cambiò il progetto e le finalità complessive del Terraglio est, che sarà quindi il collegamento principale tra il Passante stesso e la città di Treviso, diventando così, se possibile, ancora più devastante per le conseguenze sul territorio e sul traffico.

Da allora la Onlus, sotto la guida del compianto Carlo Lauretti, ha intrapreso una serie di attività e di azioni per impedire la realizzazione del Terraglio est, per proporre soluzioni alternative, per far conoscere meglio il territorio, per sensibilizzare la popolazione sugli impatti della nuova strada attraverso serate e convegni.

Il progetto della Cittadella della salute, con l’aumento del carico di traffico e le opere previste nell’area dell’Ospedale, rende il Terraglio est ancora più impattante, in quanto creerà ulteriori barriere all’ingresso in città, rischiando di invadere di traffico l’intera zona tra S.Antonino e l’Ospedale.

Più di recente, l’azione si è allargata e sono state elaborate proposte di più ampio respiro per la mobilità sostenibile (Progetto di pista ciclabile tra Ponte della Gobba ed Ospedale a Treviso), si sono analizzati e monitorati altri progetti che interessano l’area (Cittadella della Salute a Treviso), sono state avviate collaborazioni con altre Associazioni con finalità affini alle nostre, sono stati organizzati convegni ed incontri per favorire una visione ed una progettualità alternativa del nostro amato territorio.

I nostri obiettivi

Impedire la realizzazione del Terraglio est, ed in particolare del tratto nord da Dosson alla Tangenziale sud di Treviso resta un obiettivo irrinunciabile. Per questo è determinante far conoscere gli impatti dell’opera sul territorio e sul traffico, e valutare e proporre soluzioni alternative anche di ampio respiro, come il mai realizzato uso alternativo dell’autostrada A27.

Monitoriamo inoltre il progetto di Cittadella della Salute, in particolare relativamente agli aspetti della viabilità e del traffico, proponendo ipotesi che possano ridurne gli impatti più deleteri sulla mobilità dell’intero quartiere.

Siamo impegnati poi a far conoscere e valorizzare tutta l’area tra Treviso sud e Dosson, in quanto ricca di valenze naturalistiche, paesaggistiche e storiche. Per questo organizziamo o collaboriamo ad organizzare giornate di conoscenza del nostro territorio.

Proponiamo soluzioni di mobilità lenta e sostenibile tra Dosson-S.Antonino-centro storico di Treviso, in accordo con le Amministrazioni interessate.

Organizziamo giornate ecologiche di pulizia e raccolta rifiuti.

Ecco il servizio di Antenna 3 sulla giornata ecologica del 11.03.2017: (https://www.youtube.com/watch?v=irLks14Yz7M&list=PL31oxKxDsr5q_Cks9Q012V_jZEX5aRAy_&index=10)

Collaboriamo con le Amministrazioni e con altre Associazioni territoriali, per la salvaguardia e la riscoperta della zona.

Partecipiamo ad iniziative ed incontri che riguardano tematiche cui siamo sensibili (mobilità, tutela del suolo e del paesaggio, tutela del verde, correlazione tra inquinamento e salute).

Organi Associativi

L’Assemblea è composta da tutti i soci regolarmente iscritti ed elegge il Consiglio Direttivo, come previsto dallo statuto. 

A partire dal 28.03.2014 il Consiglio Direttivo è composto da:

RASERA ROBERTO  – PRESIDENTE

SARTORI GIORGIO – VICEPRESIDENTE

BALDO FRANCESCO – SEGRETARIO

CAVALLINI FRANCESCO – CONSIGLIERE

MAIERO VANDA – CONSIGLIERE

SARTORI FRANCO – CONSIGLIERE

Il Consiglio dura in carica 4 anni.